Dicono di noi…

Ci fa sempre piacere sapere che un nostro prodotto sia apprezzato, ma in questo caso ancora di più.
Calauris Black non è solo una delle nostre etichette, è il nostro biglietto da visita, la nostra firma quando si parla di Nero d’Avola.
Per noi significa davvero molto.

https://thesganghywineblog.blogspot.com/2019/11/oggi-vi-parlo-di-un-vino-che-mi-ha.html?spref=fb&fbclid=IwAR2sirJgqhdHy-kJbNvP_McXC-MqQatG17NXBi_QsPu4KrBe83VqWMbycpk

Oggi vi parlo di un vino che mi ha davvero stupita. Si tratta del CALAURIS BLACKDOC Eloro Nero D’avola dell’Azienda Vinicola Siciliana TerrediNoto.
 
Azienda TerreDiNoto Vigneti & Cantine
Foto presa dal sito web dell’Azienda
L’ho acquistato direttamente sul posto nel mese di Luglio durante le mie vacanze sicule. L’Azienda si estende su circa 35 ha di vigneti in quella che è denominata la Valle Di Noto, a ridosso della meravigliosa Capitale Barocca dichiarata Patrimonio dell’Umanità, in una scenario unico fatto di bellezze artistiche, spiagge incantevoli, scenari naturalistici, siti archeologici, e ovviamente prodotti tipici. Certificata dal 2018 Azienda Biologica, TerrediNoto fa anche parte del progetto “Sicilia KM-0” che è garanzia di utilizzo di materiali e servizi provenienti dalla regione Sicilia almeno all’85%, con lo scopo di promuovere e valorizzare le produzioni del territorio, favorendone il consumo e la commercializzazione.
Grappolo di Nero D’Avola
Foto presa da Wikipedia
Molti bistrattano il Nero D’Avola, lo reputano un vitigno poco notevole, banale, “commercialotto”. Beh, dalla mia poca esperienza, come ci tengo sempre a sottolineare, mi sento di poter dire che, come in tutte le cose, DIPENDE!
Una delle prime regole che ho imparato da quando ho iniziato ad approcciarmi al mondo del vino è che bisogna affrontare una bottiglia sempre senza pregiudizi. Bisogna capirla, comprenderla, e poi forse giudicarla. E tanto ovviamente fa anche il proprio parere personale.
Io mi sono trovata davanti la bottiglia di Calauris e subito mi ha colpito profondamente l’etichetta: imponente, austera, total black. Già mi prefiguravo l’abbinamento con un primo importante e succulento di quelli che piace cucinare a me, e quindi l’ho comprata.
Finalmente Domenica scorsa, complice un piatto di Eliche di Gragnano firmate Pasta Gentile con radicchio, salciccia e ricotta salata, l’ho aperto… e vi dico che per me è stata una rivelazione.
Annata 2017, quindi piuttosto giovane, Nero D’Avola in purezza, facente parte della Doc Eloro, la Doc più meridionale di tutta la Regione Sicilia.
Affinamento di 12 mesi in botti da mille litri, una volta versato nel calice gli occhi, che erano già stati ammaliati dall’etichetta, vengono subito sedotti dal colore: rosso rubino con riflessi violacei. A naso forti sentori di frutta rossa matura, ciliegia e amarena, ma si percepiscono anche gli aromi dell’uva di origine. Terziari di vaniglia legati alla sosta nel legno. In bocca è caldo, morbido, avvolgente. Si sentono i 14 gradi e mezzo ma nonostante ciò si fa bere, perché rimane comunque fresco e piacevolmente persistente. I tannini sono leggeri.

A me è piaciuto moltissimo, conferma l’idea positiva della cantina che mi ero già fatta all’assaggio di un’altra etichetta, lo spumante rosato extra dry “Marosa”.

Mi piace sempre scoprire e poter valorizzare portando alla luce, nel mio piccolo per quello che posso, eccellenze italiane poco conosciute. Realtà, questa di TerrediNoto, che consiglio di provare perché rispecchia e riflette nella propria produzione, in maniera netta e decisa, il territorio in cui si trova.

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